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Approfondimenti medici e news a cura del Dott. Camos

"Instabilita' gleno omerale antero inferiore postraumatica" Il mio approccio

Trattamento artroscopico

Paolo Camos

Struttura Complessa  di Ortopedia e Traumatologia

Ospedale di Saronno –Varese –ASST Valle Olona

 

DEFINIZIONE (CLASSIFICAZIONE)

STATICHE (Classe A)

Superiori A1

Anteriori A2

Posteriori A3

Inferiori A4

DINAMICHE (Classe B)

Croniche bloccate B1

Unidirezionale senza iperlassità B2 60%

Unidirezionali con iperlassità B3 30%

Multidirezionali senza iperlassità B4

Multidirezionali con iperlassità B5 5%

Unidirezionali o multidirezionali volontarie B6

VOLONARIE (Classe C)

TUBS

AMBRII

AIOS

AMSI

Importante la classificazione per l’inquadramento : diagnostico- del quadro anatomo patologico e la strategia terapeutica. Inoltre consente di avere uniformità di linguaggio.

INSTABILITA’ GLENO OMERALE POSTRAUMATICA BIDIREZIONALE

A PREVALENZA ANTERO INFERIORE (B2 – TUBS)

Primo episodio lussazione antero inferiore

Evento traumatico

Morfotipo –in genere no lassità controlaterale

LESIONI ANATOMO PATOLOGICHE TUBS –B2

lesione bankart-perthes

lesione alpsa

hill sachs

bony bankart

aumento volume capsulare antero inferiore (lesione capsulo legamentosa interstiziale)

hagl

rhagl

slap lesion

E’ IMPORTANTE COMPRENDERE LE LESIONI ANATOMO PATOLOGICHE PRESENTI A 360°

Ricercare lesioni anatomo patologiche non proprie di questo tipo di instabilità

Slac lesion

Kim lesion

Varianti anatomiche –forame sottolabrale –complesso Buford

QUANDO OPERARE ?

secondo episodio di lussazione

successivi episodi di instabilita’

Ripetuti episodi di lussazione determinano una progressione delle lesioni anatomo-patologiche:  cercine –capsula –legamenti – difetti ossei omerale e glenoideo

LA TECNICA ARTROSCOPICA

•decubito laterale

•n° 3 portali (posteriore –antero superiore –mid glenoideo)

•n° 2-3 ancorette a doppia sutura

•filo non riassorbibile

•shuttle relay

TRATTAMENTO ARTROSCOPICO OBIETTIVO PRIORITARIO

Reinserzione cercine glenoideo capsula articolare e legamenti alla glenoide con ritensionamento capsulo legamentoso

1) scollamento distale e mobilizzazione della capsula articolare fino a ore 6.00

2) cruentazione del collo glenoideo e dei margini della lesione capsulo legamentosa

3) posizionamento delle ancorette al passaggio cartilagine-osso della glenoide

4) ritensionamento prossimale delle strutture capsulo legamentose attraverso il   posizionamento prossimale delle ancorette e l’esecuzione di plicature

COSA HO MODIFICATO NEGLI ULTIMI ANNI

scollamento “dosato” cercine –capsula –legamenti

no disinserzione completa complesso capsulo labrale

maggiore attenzione al LGOM

maggiore aggressività nelle varianti anatomiche (Buford)

ancore non riassorbibili a doppia sutura non riassorbibile

COSA NON HO MODIFICATO NEGLI ULTIMI ANNI

portali 3

ottica antero superiore (dominare lesione –strutture anteriori e posteriori)

minimizzare il numero di ancore utilizzate (max 3)

ottimizzare la presa dei tessuti capsulo-labrali

riparazione slap II (strong)

no artroscopia fratture cronicizzate glenoide

DEFICIT OSSEO GLENOIDEO

difficilmente quantificabile ( > 25% superficie glenoidea controindicazione alla capsuloplastica artroscopica)

metodo Pico (TC) - (centro osseo-centro articolare ?) - disponibilità metodica

HILL-SACHS

difficilmente quantificabile

engaging –non engaging ??

orientamento lesione ?

profondità lesione

superficie lesione

RARA L'ASSOCIAZIONE DI 2 GROSSI DIFETTI OSSEI SUI 2 VERSANTI ARTICOLARI

ATTUALITA’

CASSIOPEA

Footprint –componente extrarticolare -scollamento “conservativo”

BONE BLOCK (autoinnesto tricorticale) extraarticolare –intraarticolare

LATARJET ARTROSCOPICA

Per ulteriori approfondimenti: Studio Camos Castellanza - Varese, Meditel Saronno - Varese, Columbus - Milano , Istituto Clinico Villa Aprica - Como, MedCross Lipomo - Como, Medeor Cavallasca - Como - Centro Diagnostico Comense CDC -Como.

Parole chiave: instabilità - lussazione - spalla - artroscopia - ortopedico

In allegato versione integrale con immagini